Ordini: Rappresentanza e parità

Il diritto alle pari opportunità prevale, il TAR conferma le regole elettorali del CNAPPC

Perché un nuovo regolamento elettorale per gli architetti

Negli ultimi anni la questione della rappresentanza di genere negli organi degli Ordini professionali è emersa con forza crescente. In Italia, la legge istitutiva degli Ordini risale al 1923, quando la professione era quasi esclusivamente maschile. Oggi, invece, le architette costituiscono quasi la metà degli iscritti, eppure la loro presenza ai vertici è ancora limitata.

Per questa ragione il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) ha elaborato un nuovo regolamento per le elezioni con modalità telematiche e per la tutela di genere, adottato nella seduta del 13 novembre 2024, con la Delibera n. 1560. Successivamente, è stato sottoposto all’approvazione del Ministero della Giustizia, che ha fornito il nulla osta il 24 ottobre 2024, consentendo così l’adozione definitiva del regolamento. Lo scopo dichiarato era duplice: rendere più trasparente e uniforme la procedura elettorale (anche attraverso il voto telematico) e introdurre misure concrete per garantire l’equilibrio di genere nei Consigli.

Il regolamento limita il numero massimo di preferenze per candidati dello stesso genere e introduce schede di voto che riportano il sesso del candidato. Secondo il CNAPPC, queste modifiche discendono dall’articolo 51 della Costituzione, che recita: «Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini»¹.

 

Il ricorso degli Ordini

Un numero significativo di Ordini territoriali (49 su 105) ha contestato le nuove regole, presentando ricorso al TAR del Lazio. Tra i primi firmatari compare l’Ordine di Roma, in assoluto il più numeroso d’Italia, con 18.735 iscritti: un dato che lo rende non solo il più grande Ordine italiano, ma anche uno dei più rilevanti in Europa, in un Paese che da solo raccoglie oltre il 27% degli architetti dell’intero continente².

I ricorrenti hanno sostenuto che CNAPPC e Ministero «hanno introdotto modifiche sostanziali al DPR 169/2005 (scheda di voto, requisiti di candidabilità, limiti alle preferenze, modelli di scheda), eccedendo i limiti della delega normativa»³. In realtà, non è stato il principio costituzionale della parità a essere messo in discussione, ma la sua traduzione in regole concrete attraverso un regolamento. Di fatto, però, questo approccio ha significato tentare di rinviare l’applicazione effettiva della parità, trattandola come materia disponibile e subordinata a cavilli formali, piuttosto che come principio inderogabile.

 

La decisione del TAR: il principio di parità ha valore immediato

Il TAR del Lazio, con sentenza depositata il 9 luglio 2025, ha respinto il ricorso. I giudici hanno ritenuto legittime le norme contestate, affermando che il CNAPPC non ha ecceduto i suoi poteri regolamentari, ma ha piuttosto colmato un vuoto normativo: «Il principio sancito dall’articolo 51 della Costituzione ha valore immediatamente precettivo e impone alle istituzioni, comprese quelle ordinistiche, di adottare misure che assicurino l’effettiva parità di accesso alle cariche»⁴.

Con questa decisione, le elezioni svolte nel 2024 con le nuove regole restano pienamente valide e gli Ordini sono tenuti ad applicarle anche in futuro.

 

Il caso di Roma: metà iscritti sono donne ma poche ai vertici

Il ruolo dell’Ordine di Roma nel ricorso non è casuale: con oltre 18.000 iscritti è l’Ordine più grande d’Italia, e secondo i dati del 2022 «gli architetti iscritti sono 18.207, di cui il 50% donne»⁵.

Nonostante ciò, nella storia quasi centenaria dell’Ordine romano c’è stata una sola presidente donna, l’architetta Renata Bizzotto, ricordata ufficialmente dallo stesso OAR come «l’unica donna che ha ricoperto la carica di Presidente»⁶. Il paradosso è evidente: un corpo professionale a composizione ormai paritaria, ma con vertici a forte prevalenza maschile.

Proprio in memoria di Renata Bizzotto, nel 2021 AIDIA Roma aveva promosso l’istituzione di un Osservatorio per le Pari Opportunità all’interno dell’Ordine, con l’obiettivo di monitorare la presenza femminile e di proporre politiche concrete per riequilibrare la rappresentanza⁷.

Dopo pochi mesi dalla sua istituzione, il nuovo Consiglio insediatosi nel 2021 ha deciso di chiuderlo, sostituendolo con una Commissione per la Parità di Genere⁸.

La differenza non è solo semantica: mentre l’espressione “pari opportunità” rimanda a un quadro più ampio di strumenti per rimuovere ostacoli e disuguaglianze (formazione, sostegni, conciliazione vita-lavoro), la “parità di genere” si concentra più specificamente sulla distribuzione equilibrata di ruoli e responsabilità tra uomini e donne.

E nei fatti? La Commissione ha organizzato alcuni eventi e iniziative di sensibilizzazione, ma non ha avuto la continuità e la capacità di analisi strutturale che avrebbe potuto garantire l’Osservatorio. Per AIDIA Roma, questo passaggio ha significato la perdita di un’occasione per costruire un presidio stabile di monitoraggio e proposta.

 

Una riflessione più ampia

La vicenda non riguarda solo gli architetti, infatti nel 2021 l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma ha presentato ricorso al TAR Lazio contro il regolamento elettorale adottato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, per la violazione del principio di pari opportunità e parità di genere sancito dall’articolo 51 della Costituzione italiana. 

Il TAR ha ritenuto, nel caso degli Ingegneri, che il regolamento non garantisse adeguatamente la rappresentanza di genere negli organi di autogoverno della professione, determinando l’annullamento del regolamento stesso. A seguito di questa sentenza, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha avviato una revisione del regolamento elettorale. Le modifiche introdotte hanno avuto un impatto significativo sul sistema elettorale, promuovendo una maggiore inclusività e parità di opportunità per tutti i professionisti iscritti.

In occasione del centenario dell’istituzione degli Ordini professionali (Legge 1395/1923), l’AIDIA ha condotto uno studio approfondito sulla rappresentanza di genere nei Consigli degli Ordini, basata sull’analisi dei dati disponibili e ha evidenziato che, nonostante un incremento del 12% della presenza femminile (grazie anche al nuovo regolamento elettorale) nei Consigli degli Ingegneri, le donne sono ancora sottorappresentate, soprattutto nelle cariche apicali.

Lo studio condotto da AIDIA ha messo in luce il ritardo della governance ordinistica rispetto alla realtà della professione⁹.

Come ricordato in un recente articolo pubblicato sul Giornale dell’Architettura, «nei ruoli di rappresentanza le Donne sono ancora in netta minoranza e questo nonostante l’alta competenza che contraddistingue il loro lavoro, pari o superiore a quella di tanti uomini »¹⁰.

La sentenza del TAR ribadisce che la parità non è un’opzione politica da accettare o respingere, ma un principio costituzionale immediatamente vincolante. In altre parole: non si tratta più di chiedersi se introdurre meccanismi di riequilibrio, ma solo come.

L’AIDIA da sempre impegnata attivamente nella tutela professionale di Architette e Ingegnere, promuove iniziative, attraverso le sezioni territoriali, volte a promuovere una partecipazione più qualificata ed equilibrata delle donne, ancora oggi sottorappresentate nei Consigli, affinché rispecchino la pluralità della comunità tecnica e rafforzino la parità di opportunità all’interno delle istituzioni di categoria.

Note

  1. 1. Costituzione della Repubblica Italiana, art. 51.
  2. 2. Lavoripubblici.it, Primo report CNAPPC sulla professione, 2020; Ingenio-web.it, Rapporto CNAPPC sulla professione, 2020; Professionearchitetto.it, L’Italia sul podio per valore del mercato dell’architettura, 2023.
  3. 3. TAR Lazio, Ricorso RG 13943/2024, motivi aggiunti, Ordine Architetti di Roma capofila.
  4. 4. TAR Lazio, Sez. V bis, sentenza 9 luglio 2025.
  5. 5. OAR, I numeri degli architetti romani, 2022.
  6. 6. OAR, Renata Bizzotto, unica donna Presidente dell’Ordine, link: https://www.architettiroma.it/50_anni_professione/bizzotto-renata/
  7. 7. OAR, Osservatorio per le Pari Opportunità Renata Bizzotto, link: https://www.architettiroma.it/politica_ordine/osservatorio-pari-opportunita-oar-aidia/
  8. 8. OAR, Commissione Parità di Genere, link: https://www.architettiroma.it/commissioni-e-progetti/parita/
  9. 9. AIDIA, Donne e Ordini professionali, dopo 100 anni a che punto siamo?, 2023. Link: https://aidia-italia.it/donne-e-ordini-professionali-dopo-100-anni-a-che-punto-siamo/
  10. 10. Giornale dell’Architettura, “Architette e ingegnere: è solo questione di declinazione?” link: https://inchieste.ilgiornaledellarchitettura.com/architette-e-ingegnere-e-solo-questione-di-declinazione/.