In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Sezione A.I.D.I.A. di Trieste, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trieste, ha organizzato un seminario (a cui sono stati attribuiti crediti formativi) con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle professioniste che operano nel settore delle opere pubbliche, ambito strategico per lo sviluppo dei territori e la qualità della vita collettiva.
Il contributo delle donne in architettura ha solo negli ultimi decenni ottenuto una maggiore valorizzazione nel panorama italiano. Nel passato, numerose professioniste hanno lavorato senza un esplicito riconoscimento del proprio contributo progettuale ed esecutivo nella realizzazione di un’opera. Le ultime generazioni hanno faticosamente conquistato posizioni di rilievo nelle funzioni progettuali tanto nella libera professione che nel comparto pubblico, ma ancora tanto bisogna fare per ottenere visibilità e pari remunerazione.
L’incontro del 13 marzo a Trieste, ha favorito il confronto fra realtà diverse: la donna nella libera professione e quella della professionista incardinata negli enti pubblici oltre alle rappresentanti di entrambe le categorie sono state invitate docenti dell’Università di Trieste e giovani imprenditrici.
I temi affrontati hanno riguardato:
- Il gender gap negli affidamenti delle opere pubbliche e nei piani. Le donne hanno avuto sempre un ruolo di retroguardia, ancora oggi le professioniste non compaiono quali firmatarie di opere e piani. Poche sono le titolari di studi di architettura.
- La difficoltà per le donne nella conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa che incide sulla crescita professionale e nell’evoluzione della carriera nei ruoli pubblici. I dati mostrano ancora il divario che esiste nell’attribuzione dei ruoli apicali, pur avendo raggiunto un numero consistente di professioniste incardinate negli enti pubblici, e in particolare la differenza di mansioni e di retribuzioni, pur a parità di ruoli.
- Gli ostacoli riscontrati nel ruolo di RUP e/o di Dirigente all’interno degli enti pubblici per la realizzazione di opere pubbliche. La sensibilità che bisogna porre nel rispetto della normativa, delle procedure, dei costi di realizzazione, creando equilibrio fra gli interessi dei singoli cittadini, delle stazioni appaltanti e dei professionisti.
- La mancanza di dialogo costruttivo fra la Stazione appaltante e i liberi professionisti. L’auspicio è quello di trovare nuove metodologie da utilizzare per lavorare insieme consapevolmente e con efficacia.
L’evento è stato registrato e sarà disponibile sulla piattaforma i.materia a breve.