AIDIA Lecco racconta le Donne dell’Apollo 11

Nella quarta puntata di “Racconti di donne STEAM”, AIDIA Lecco ci ha presentato le donne dell’Apollo 11. Nel 1969 infatti l’umanità ha compiuto uno dei suoi passi più iconici: l’allunaggio. Dietro il celebre momento in cui Neil Armstrong posava il piede sulla Luna, c’era un’enorme rete di scienziate, matematiche e ingegnere il cui contributo è stato essenziale per il successo della missione. Troppe volte la loro storia – e il loro impatto sulla scienza e sulla tecnologia – è rimasta nell’ombra. L’evento di AIDIA Lecco ha puntato i riflettori su queste figure straordinarie, grazie alla partecipazione di Ilaria Fiore, giovane specialista in Space Architecture, in collegamento dall’Arizona.

Un racconto di passione e determinazione

Ilaria Fiore, studentessa del Politecnico di Milano con una specializzazione in Space Architecture, ha guidato il pubblico attraverso le storie delle donne che hanno segnato la storia dell’esplorazione spaziale. Il suo approccio è stato chiaro: non una narrazione tecnica, ma un viaggio esperienziale che permettesse di comprendere le difficoltà affrontate da queste pioniere e di trarne ispirazione per il futuro.

Margaret Hamilton: la madre del software spaziale

Margaret Hamilton è stata una delle figure centrali nella missione Apollo 11. Matematica e ingegnera, è stata responsabile dello sviluppo del software di guida per il modulo di comando e il modulo lunare. Fu lei a coniare il termine “ingegneria del software” e a sviluppare il codice che ha permesso agli astronauti di atterrare in sicurezza sulla Luna. La celebre foto che la ritrae accanto alla pila di documenti del codice da lei scritto è una testimonianza tangibile della sua straordinaria dedizione.

JoAnn Morgan: la prima donna ingegnere della NASA

JoAnn Morgan è stata l’unica donna presente nella sala di controllo della NASA durante il lancio dell’Apollo 11. Laureata in matematica, ha iniziato la sua carriera come stagista e ha poi scalato le gerarchie fino a diventare la prima donna dirigente senior del Kennedy Space Center. All’epoca, essere una donna in un ambiente dominato dagli uomini non era facile, ma JoAnn ha dimostrato di essere una professionista capace e determinata, diventando un modello per molte generazioni future.

Katherine Johnson: il genio dei calcoli orbitali

Katherine Johnson, matematica afroamericana, ha avuto un ruolo cruciale nel calcolo delle traiettorie spaziali. Fu lei a verificare i calcoli che permisero a John Glenn di diventare il primo americano a orbitare intorno alla Terra e a garantire la precisione della traiettoria dell’Apollo 11. La sua storia è stata raccontata anche nel film “Il diritto di contare”, che ha reso nota al grande pubblico l’importanza del suo contributo.

Poppy Northcutt: la prima donna a lavorare nella sala di controllo

Poppy Northcutt ha lavorato alla NASA come ingegnera e matematica, contribuendo alle manovre di rientro delle missioni Apollo. All’inizio, la sua presenza fu accolta con scetticismo e perfino con atteggiamenti discriminatori, ma il suo talento la rese un elemento indispensabile del team. Ha continuato a battersi per i diritti delle donne nel mondo del lavoro, affrontando con coraggio le disparità salariali e le discriminazioni di genere.

L’importanza della rappresentazione e dell’ispirazione

L’evento “Racconti di Donne STEAM” ha evidenziato come la storia di queste donne sia ancora oggi un faro di ispirazione per le giovani generazioni. Come ha sottolineato Ilaria Fiore, vedere esempi di donne competenti e determinate è fondamentale per incoraggiare le nuove generazioni a intraprendere carriere nelle discipline scientifiche e tecnologiche.

Un dato significativo emerso dalla discussione è che spesso le ragazze tendono ad autoescludersi da certe opportunità semplicemente perché non vedono modelli femminili a cui ispirarsi. È qui che iniziative come le Olimpiadi STEM di AIDIA giocano un ruolo chiave: mostrare che le donne possono e devono essere protagoniste anche nei settori storicamente maschili.

Verso il futuro: una nuova generazione di esploratrici spaziali

Oggi, il settore aerospaziale è in continua evoluzione, con missioni che mirano a riportare esseri umani sulla Luna e, nel futuro, su Marte. La missione Artemis vedrà per la prima volta una donna camminare sulla superficie lunare, un passo simbolico che segna l’evoluzione del ruolo delle donne nell’esplorazione spaziale.

L’incontro si è concluso con un messaggio potente: la strada verso l’uguaglianza di genere nelle discipline STEM è ancora lunga, ma grazie al lavoro di chi ha aperto la strada, le nuove generazioni hanno più opportunità e strumenti per costruire il proprio futuro. L’invito di AIDIA alle giovani professioniste è chiaro: credere nelle proprie capacità, cercare supporto e ispirarsi alle donne che hanno già lasciato un segno indelebile nella storia della scienza e della tecnologia.

L’evento è stato un ulteriore passo per rendere visibile il contributo delle donne in ambiti ancora oggi dominati dagli uomini. La conoscenza della loro storia non è solo un dovere di memoria, ma una spinta a proseguire verso un futuro più equo, dove il talento e la determinazione siano gli unici criteri di successo, indipendentemente dal genere.