Intelligenza artificiale, sostenibilità e inclusione per progettare il futuro
Il 4 e 5 luglio, AIDIA – Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette ha partecipato a Intelligo 2026, la manifestazione dedicata all’innovazione e all’intelligenza artificiale che si è svolta a Rieti, patrocinando l’iniziativa e contribuendo al dibattito con due interventi di Annachiara Castagna, vicepresidente nazionale dell’Associazione.
L’evento, organizzato dall’Associazione Axò – Architetti all’Opera, ha riunito professioniste e professionisti, ricercatrici e ricercatori, imprese e istituzioni per riflettere sulle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta portando nella società e nelle professioni tecniche.
AIDIA desidera esprimere un sentito ringraziamento agli organizzatori per aver promosso un’occasione di confronto multidisciplinare, capace di mettere in dialogo competenze diverse attorno a uno dei temi più rilevanti del nostro tempo.
Due interventi, un’unica visione
Nel corso delle due giornate, Annachiara Castagna ha proposto due riflessioni complementari, affrontando l’intelligenza artificiale da prospettive differenti ma strettamente connesse.
Il primo intervento, “Come l’intelligenza artificiale parla delle donne”, ha approfondito il tema dei bias algoritmici e del rapporto tra tecnologia e disuguaglianze. Il secondo, “Intelligenza e inefficienza artificiale”, ha invece acceso l’attenzione sul costo energetico e ambientale dell’IA e sulla necessità di renderla sempre più sostenibile.
Due argomenti apparentemente diversi che convergono nella stessa conclusione: l’intelligenza artificiale non è neutrale. È il risultato delle scelte delle persone che la progettano, dei dati che utilizza e delle regole che ne orientano lo sviluppo.
«L’intelligenza artificiale parla di noi»
Nel primo incontro il pubblico è stato invitato a guardare oltre l’idea di una tecnologia oggettiva e imparziale.
Che cosa significa affermare che un algoritmo non è neutro?
«Significa ricordare che ogni algoritmo nasce da dati, da persone e da decisioni umane. Se i dati raccontano una società ancora attraversata da stereotipi e disuguaglianze, anche i sistemi di intelligenza artificiale rischiano di riprodurli. La buona notizia è che questo non è un destino inevitabile: possiamo correggere questi meccanismi progettando sistemi migliori.»
Attraverso esempi concreti, dai sistemi di selezione del personale agli algoritmi di riconoscimento facciale, fino ai modelli linguistici generativi, è emersa una riflessione chiara: la qualità dell’intelligenza artificiale dipende anche dalla pluralità delle competenze coinvolte nella sua progettazione.
«L’IA non è immateriale»
La seconda giornata ha affrontato un tema meno conosciuto ma sempre più attuale.
Perché parlare di sostenibilità quando si parla di intelligenza artificiale?
«Perché dietro ogni risposta che riceviamo non c’è soltanto un algoritmo. Ci sono data center, energia elettrica, sistemi di raffreddamento, consumo di acqua e infrastrutture fisiche. Comprendere questo significa usare l’intelligenza artificiale in modo più consapevole e contribuire a renderla sempre più efficiente.»
L’intervento ha evidenziato come la crescita dell’IA rappresenti una sfida anche per il sistema energetico, senza però rinunciare a una visione positiva.
L’intelligenza artificiale è quindi un problema ambientale?
«Al contrario. Può diventare uno degli strumenti più efficaci per affrontare la crisi climatica, ottimizzare le reti energetiche, migliorare l’efficienza degli edifici e accelerare la ricerca. La vera sfida è fare in modo che sia essa stessa sempre più sostenibile.»
Una riflessione che ha suscitato particolare interesse perché ha mostrato come innovazione tecnologica e transizione ecologica non siano temi separati, ma profondamente intrecciati.
Il contributo di AIDIA
La partecipazione a Intelligo 2026 si inserisce nel percorso che AIDIA porta avanti da anni per promuovere una cultura dell’innovazione fondata sulla competenza, sull’inclusione e sulla responsabilità.
Per l’Associazione, parlare di intelligenza artificiale significa parlare del futuro delle professioni tecniche, ma anche della qualità delle decisioni che accompagneranno lo sviluppo della società nei prossimi anni.
L’innovazione non è mai soltanto una questione tecnologica. È una scelta culturale.
AIDIA intende continuare a offrire il proprio contributo nel dialogo tra scienza, sostenibilità, etica e progettazione, affinché l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento capace di generare valore per tutte e tutti.